Se il PD diventa un partito

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Proprio vero che da un male può venire un bene. In questi giorni sembra che nel lessico politico italiano e certamente del PD siano entrate (o rientrate) due parole che non si usavano da un po’ o non si erano mai usate: “omofobia” ed “espulsione”.

Il primo termine è praticamente ignoto non solo alle classe dirigenti del PCI-PDS-DS-DC-Margherita-PPI-PD, ma anche alle loro basi elettorali. “Omofobia” è un termine etimologicamente buffo, perché significherebbe “paura dell’uguale” ma in realtà qui la radice “omo” è usata come riferimento a “omosessuale”, per cui il significato esatto è “paura dell’omosessuale”. Da quando ieri il Parlamento italiano si è voluto contraddistinguere come il Parlamento più retrogrado del mondo democratico, approvando una pregiudiziale di costituzionalità su una legge che mirava a stabilire un’aggravante nei confronti di chi assalisse il prossimo sulla base della sua omosessualità (un’aggravante presente veramente nelle legislazioni di tutti i Paesi democratici, e anche in alcuni Paesi non tanto democratici), si è scatenato un putiferio che ha avuto il suo picco massimo nel richiamo dell’ONU contro la Repubblica italiana. L’Italia, già rea di non avere recepito il Trattato di Lisbona e le altre direttive e raccomandazioni UE sui diritti civili, stavolta l’ha fatta grossa: ha dato retta al filosofo del male Buttiglione (sì, quello che l’Europarlamento giudicò indegno di essere commissario europeo, proprio per il suo razzismo contro gli omosessuali) e ha approvato quella pregiudiziale di costituzionalità.

Cosa in sè davvero ridicola e divertente, dal momento che proprio l’art. 3 della Costituzione italiana stabilisce l’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge e la loro “pari dignità sociale”, mentre è chiaro a tutti che gli omosessuali sono contribuenti come gli eterosessuali, ma poi non possono né sposarsi né adottare figli. A questo proposito, devo encomiare la partecipazione arrabbiata di Ivan Scalfarotto alla trasmissione Exit di La7, nella quale ha urlato in modo chiaro gli elementi elementari della discriminazione che la Repubblica perpetua contro i suoi cittadini omosessuali. E credo che il ministro della Repubblica, Castelli, meritasse un insulto franco e schietto nel momento in cui ha osato prendere in giro Scalfarotto dicendogli: “Lei si può sposare anche in Italia: si scelga una signora e si sposi”. Gli italiani tendono a far passare qualunque indegnità verbale, ma Castelli per quelle parole in altre democrazie avrebbe dovuto rassegnare le dimissioni sulla spinta delle proteste della stampa anche amica, oltre che di quella avversaria, nonché dell’opinione pubblica di Destra, Centro e Sinistra.

In ogni caso, il delirio approvato dall’UDC, dalla Lega e dal PDL ieri porterà a una ancora più inesorabile risoluzione della questione omosessuale nell’unico modo realistico e possibile, a meno di non voler uscire, come Repubblica, non solo dalla cerchia di nazioni rispettate nell’Unione Europea, ma a questo punto anche nell’ONU. E vedere un ex Dc come Franceschini parlare di “OMOFOBIA” a spron battuto in tutte le tv, e dire stentoreo che “la lotta all’omofobia è un principio cardine del PD”, a me ha fatto bene. Perché? Perché non era mai successo prima.

L’altro termine importante entrato nel lessico del PD in questi giorni è “espulsione” e si applica alla fondamentalista Paola Binetti, la talebana del PD. Questa signora, inutilmente crudele e profondamente ignorante, che pensa di essere colta e tradizionalista, mentre invece è solo una donna piccola e ipocrita, le cui convinzioni affondano in dogmi religiosi male interpretati e anzi travisati nel loro opposto (tanto è vero che il messaggio di Cristo è un tantinello più universale ed ecumenico di quello che la mentecatta mentalità della signora Binetti è in grado di immaginare), dicevo questa signora è da sempre un immane problema politico per il PD e, di rimbalzo, per la Sinistra italiana ma anche per l’intera Italia. Le posizioni della Binetti, che nel resto d’Europa sia occidentale che orientale sarebbero accolte solo in un partito neo-nazista, come giustamente ricordava Scalfarotto a Exit, sono per dirla con Dante, “la contraddizion che nol consente” al PD di ritenersi un partito. E poi, di ritenersi un partito di Sinistra o di Centrosinistra.

Se però, la stolta e ignobile Binetti verrà espulsa dal PD in quanto “indegna” di rappresentarlo nelle istituzioni (la signora ha sostenuto la risibile teoria che una legge mirante ad aggravare le sanzioni contro chi produce violenza contro omosessuali sia un argomento “eticamente sensibile”, come se le botte date al prossimo siano argomento sul quale si possa avere una libertà di coscienza: per alcuni non si possono dare, per altri sì) avremo l’effetto innovativo che il PD mollerà per strada una mentalità, quella dei fondamentalisti cattolici, produttrice di uno stallo esistenziale e politico per sposare una propria fisionomia, quella dei partiti progressisti o liberali che difendono i diritti individuali della persona.

Ecco, se il PD diventa un partito, e se magari diventa un partito di Sinistra, molte cose potranno – nel tempo – cambiare anche in Italia. La situazione economica è molto più grave di quel che il Tg1 di Minzolini non racconta, e potrà esplodere nell’arco di 12 settimane. Davanti a una crisi che dovesse trasformarsi in rivolte per il pane, ogni gioco diventa possibile, in Italia. Anche che il PD possa governare senza allearsi troppo, prima del 2017.

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13 pensieri su “Se il PD diventa un partito

  1. Antonio

    “La situazione economica è molto più grave di quel che il Tg1 di Minzolini non racconta, e potrà esplodere nell’arco di 12 settimane.”

    perche’ dice che e’ molto piu’ grave? E che sono quelle 12 settimane? Da qui a fine anno?

  2. Beh è la sensazione che ho avuto vedendo la puntata di Exit sulle piccole e medie imprese. Unita alle trasmissioni di Report e di Annozero, si ha un’idea della situazione italiana più precisa. Lo scudo fiscale è stata l’ultima spiaggia del governo, un tentativo disperato di riportare un po’ di liquidità in Italia, ma come sempre non avrà il successo sperato dalle stime governative. Quindi, tra 12 settimane, alcune decine di migliaia di piccole e medie imprese chiuderanno o falliranno. Non so se sa che la Fini (tortellini e paste alimentari) sta per chiudere per mancanza di farina e materie prime. La Fini, che proprio piccola, come realtà, non è. E anche la Battistero (manca farina e zucchero: per il resto il panettone lo possono fare…) è prossima alla chiusura. Le banche non danno credito, il governo non può obbligare le banche, le nazionalizzazioni delle banche sono escluse dai liberisti, il governo non dà soldi alle imprese, le imprese resistono senza liquidi per un anno, poi mandano in cassa integrazione e infine chiudono.

  3. ovvio che non avrà il risultato sperato, tanti terrano i soldi fuori in previsione del prossimo condono in cui magari i soldi li possono riportare con il 2,5% anziché il 5%

    ieri da gilioli c’era un intervento esterno che ho condiviso, si diceva che la binetti è stata incoerente perché considera gli omosessuali dei malati e quindi dovrebbe a maggior ragione considerare un’aggravante la discriminazione nei loro confronti

  4. Watch, la Binetti è un’ipocrita. L’ho scritto nel post. L’ho sentita in trasmissione e non è solo una beghina. E’ una beghina dell’Opus Dei che fa una cosa, ne dice un’altra e ne significa una terza. Il tutto, coscientemente.

  5. In realtà credo che Castelli abbia detto “si scelga una bella signora”. Che è ancora peggio….

    Il resto l’ho scritto sul blog di Scalfarotto, non vedo proprio che aspetta la Binetti ad iscriversi al PDL insieme a Pera ed altri tipetti cosi’. Gente intransignete, che riversa fiele sugli altri. “Amargados” come direbbero in spagnolo. Cattolici un corno!

    Gente come lei, al Parlmaneto di Bruxelles sta nelle frange piu’ retrograde PPE od in qualche formazione di destra avazanta (eufemismo). Che aspetta?

  6. Antonio

    Ma vede, Anelli, che alcune aziende chiudano e’ purtroppo normale in tempi di crisi. Quel che importa e’ a quanto salira’ l’indice di disoccupazione, in europa mediamente sul 9%. Lo scudo sara’, come i suoi predecessori, un fallimento. A quel punto vedremo se l’indice di disocccupazione salira’ alle stelle, come dice lei. Oppure vedremo se il metodo che porta i bloggers a dissertare di economia senza averne nozione e basando le proprie conclusioni su impressioni – dopo aver visto Exit, annozero e ballaro’, programmi che di economia ci azzeccano poco – sia fallimentare.

    Varrebbe la pena spenderci qualche riflessioni e qualche post.

  7. Io penso che quella del PD sia l’ennesima presa in giro. Solo ra si accorgono che la Binetti ha posizioni estremiste in fatto omosessualità? Non è forse la stessa che aveva creato problemi anche alla maggioranza di Prodi? Non è forse vero che anche allora qualcuno parlò di espulsione? Allora perché è stata rimessa in lista in un collegio dove non v’era dubbio che potesse essere rieletta?
    Io la penso così:
    http://www.doxalog.com/espellere-binetti-dal-partito-democratico-perche/vincent-vega/14/10/2009/467

  8. Giannotta, i blogger sono lì proprio per discettare di cose generali, senza pretendere di sostituirsi agli economisti, quando parlano di economia. E non pretendono di sostituirsi ai critici letterari quando parlano di letteratura. Tuttavia, i blogger sono cittadini ed elettori, quindi le opinioni che si formano loro hanno alla fine un peso democratico e, nel caso di blogger di successo, svolgono perfino una micro funzione di opinion leader.

    Io, che la situazione economica italiana fosse COSI’ drammatica, non ne sapevo niente: vivo in Canada, dove la crisi c’è e si sente, ma davvero molto meno che in Italia. Sento i miei amici e i miei parenti, ma nessuno di loro è un piccolo imprenditore al quale la banca ha chiuso i rubinetti. Sono abituato a immaginare che i governanti cerchino di fare del loro meglio per risolvere i problemi, ma Tremonti a Exit è stato chiarissimo nell’illustrare la sua impotenza davanti al quadro reale. La disoccupazione per ora è salita meno che altrove in Italia per via del ricorso alla cassa integrazione (+526% in un anno) ma prima o poi le fabbrichette chiuderanno o falliranno e la gente verrà licenziata. Se i consumi si sono già abbassati ora che ci sono molti cassaintegrati e meno licenziati, cosa pensa che accadrà quando i cassaintegrati cominceranno a diventare licenziati?

  9. Ah, Filippo, la Binetti ha una missione: combattere la laicità nel PD e nella società. Un partito politico degno di questa definizione non attende che la signora tolga il disturbo da sè: la espelle. Vediamo se ne siete in grado. Chiaro che finché c’è lei, alcuni milioni di voti laici non li prendete.

  10. Anelli: se fosse per me, questa persona andrebbe fatta partire, ma io non conto nulla. Olretutto ce la menano con sta storia dell’incluvità , del partito aperto, che se la cacciano siamo intolleranti.

    http://www.corriere.it/politica/09_ottobre_16/binetti-purificazione-pd-battista_a4778232-ba17-11de-9645-00144f02aabc.shtml

    Sono arrivati a dire che la povera Paola Binetti alla fine non è che un capo espiatorio. Ma ti rendi conto?

    E’ tutta una balla, questa dell’inclusività e della diversità. Perché non ci credno nenache quelli che la brandiscono. Perché vale con chi pare a loro. Qualche esempio: ti ricordi il 2006? Dopo aver accettato MAstella nell’Unione iniazarono a fare le pulci ai radicali. Davanti all’aut-atu di Boselli, Prodi medio e fede inghiottire il rospo al Cicoria (noto camaleonte, al quale gli mancano solo il PDL e la Lega e poi ha completato la sua collezzione di figurine). Per Mastella invece nessuno sotrose la bocca. Guarda il risultato.

    Poi l’altr’anno e quest’anno di nuovo la stessa storia con i Radicali. Sempre a fargli le pulci, e si tratta di gente che è stata leale fino ad ora, senza mai mettere in pericolo la credibilità nel partito in aula. Istituzionalmente corretti. Il piu’ strambo Capezzone, ha avuto la decenza (!?) di andarsene direttamente al PDL.

    Ecco, la Binetti invece mise in crisi il governo Prodi, non ne fu la causa madre, ma sicuramente da buon enzima con le sue uscite collaboro’ a rendere tutto piu’ dinamico.

  11. Riassumneod:

    1) Questa dell’inclusività è una frottola che usano con chi fa comodo

    2) Secondo me hanno la vista corta nel centro sinistra, visto la gente che si scelgono. Mastella piuttosto che Bonino (e li ha fregati). Poi concedono a Di Pietro quello che non possono concedere ai Radicali (di nuovo fregati). Mettono Scalfarotto in lista come (sicuro) primo dei non eletti, e quello prima di lui, una volta eletto se ne passa dall’altra parte. La Binetti non sarà la cuasa dei mali del partito, ma non aiuta.

    3)In un paese decente chi si presta a disobbendienza in casi cosi’ delicati viene sanzionato. Non é che la tipa è usctia dall’aula. C’ha tenuto ha votare contro. Lo stesso fece con un governo Prodi agonizzante.

    4) Visti i tatticismi se non è possibile espellerla, la cosa migliore sarebbe isolarla e spingerla ad andarsene.

    5) La storia del tutto contro berlusconi già l’ho spiegata (che è solo per via di un premier inguardabile che ci ritroviamo gente cosi’ nella sinistra).

    PS.: Ultima nota, se non sbaglio nella precedente legislatura a Strasburgo votarono una qualche risoluzione sui gay, non ricordo il merito, forse le unioni forse contro l’intolleranza. Pero’ ricordo che la delegazione PDL fu superata “a sinistra” persino dal resto del PPE (il suo partito). Credono che insieme a loro rimasero solo i polacchi (quelli del Trattato di Lisbona, ecc.). Ah che nella combriccola ci fosse credo pure la Margherita….

    Bell’Italia, no?

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