Gli editori sono come le ciliegie, uno tira l’altro e spesso dentro hanno il nocciolo

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libri4Di me come scrittore penso si possa dire quello che volete, ma non che non abbia fatto una lunga gavetta. Per dire, il mio primo romanzo, Angeli da un’ala soltanto, fu finito nella sua prima versione nel lontano 1995 e trovò contratto solo all’inizio del 2003, per essere pubblicato alla fine del 2004. Morale: 9 anni dopo averlo scritto, e dopo aver collezionato 28 lettere di rinuncia, ho trovato un editore di medie dimensioni che me lo ha pubblicato. Angeli avrebbe poi venduto, per il marchio Pequod, 6000 e dispari copie, risultando il loro libro più venduto di sempre e vincendo un paio di premi letterari. Con Pequod sappiamo com’è finita: mai pagati i diritti d’autore e portati in tribunale, dove siamo comodamente seduti da appena 4 anni. Volete ridere? La prima casa editrice a cui spedii Angeli fu Transeuropa, di Ancona, nel 1995, che non ha mai risposto. Il bello è che la Pequod, sempre di Ancona, è stata fondata dai 2/3 dei fondatori della Transeuropa. Si vede che era destino.

Quindi, ho scritto la raccolta di racconti Coppie: finita nel 2005, proposta a 35 case editrici, ha collezionato 34 rifiuti e in un caso (Sironi) sono ancora in attesa di ricevere una risposta definitiva, dopo che mi era stato comunicato un “interesse notevole” nell’anno di grazia 2005. Il tutto, nonostante il precedente successo commerciale di Angeli. Alla fine, la raccolta di racconti me la sono autoprodotta e ha venduto già 300 copie tramite solo un sito web, senza distribuzione nelle librerie. Pochi giorni fa, vengo a sapere che Coppie è finita in finale al Premio Tondelli, come già era accaduto ad Angeli, e la cosa mi ha sinceramente fatto molto piacere, perché sono arrivato lì dove molti di quegli editori che avevano rifiutato Coppie (tra cui, Sironi)  non sono riusciti ad arrivare, pur avendo concorso.

Anche la prima tesi di laurea, finita nel 1999, ha dovuto attendere fino al 2004 per trovare pubblicazione, con Lindau. Per la cronaca, si intitola Fuori i rossi da Hollywood! Il maccartismo e il cinema americano. E di recente è stato anche adottato come libro di testo da un corso di storia del cinema all’Università di Lecce, par bleu!

Ora, sono quasi due anni che ho finito di scrivere il secondo romanzo, Anelli di fumo, mentre il terzo è stato finito questa estate. Una casa editrice di medie dimensioni deve ancora darmi una risposta dopo quasi 24 mesi di distanza. Altre, di dimensioni maggiori, hanno invece risposto dopo pochissimi mesi o addirittura poche settimane. Il bello è che nelle ultime 48 ore ho ricevuto buone notizie da tutti i fronti in cui ero impegnato. Sembra quasi che gli editori sappiano che uno di loro si appresta a fare sul serio con un autore, e allora tutti corrono a cercare di leggere in fretta le sue proposte e magari di fargli una controfferta. E’ un meccanismo buffo, che non ho ancora compreso a fondo, ma pare proprio che funzioni così. Eppure io scrivo all’incirca con la stessa qualità da diversi anni. E da anni i miei libri vendono bene a prescindere dalla loro distribuzione, e riescono anche a vincere premi, per cui piacciono anche alla famosa critica. Ma tutto questo, fino a oggi, non è stato abbastanza. Forse però, il vento sta cambiando. Vedremo. Io ormai faccio talmente tanta tara a ciò che mi viene detto dagli editori che nemmeno al mercato ortofrutticolo, ormai.

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4 pensieri su “Gli editori sono come le ciliegie, uno tira l’altro e spesso dentro hanno il nocciolo

  1. Cazzarola! Non sospettavo ci fosse questo girone infernale dietro la pubblicazione di un libro… Certo che fa cascare le braccia il comportamento della Pequod…per fortuna non a te. un abbraccio.

  2. Pensare che poi, di queste copie vendute, ne circola un numero ristretto con dedica dell’autore. Ormai si sta creando un mercato underground dove la firma di Anellidifumo sta raggiungendo valutazioni impensabili.
    Un milionario 😉

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