AdF festeggia il nuovo ciclo del Circolo “Mario Mieli”

Standard

intIeri è successa una cosa piccola, ma grande. Alle elezioni per il direttivo del Circolo “Mario Mieli”, che è la più antica e importante associazione per i diritti delle persone LGBT della Capitale d’Italia, finalmente il blocco che faceva capo a Rossana Praitano (ottima persona, ma con grandissimi difetti politici e comunicazionali) e Andrea Mele (pessima persona, e con grandi difetti politici e comunicazionali) ha perso il “congresso”. Il più votato è stato infatti Andrea Maccarrone, con 26 voti, quindi Vincenzo Ianniello e solo terza Rossana. Quindi Andrea Mele e infine Maddalena Viani Lisi. Il risultato è un direttivo che esprime, sulla carta, una maggioranza di 3 a 2 differente da quella uscente. E’ dunque presumibile che il “Mario Mieli”, dopo sette anni di regno incontrastato di Rossana Praitano, eleggerà un nuovo presidente nella persona appunto di Andrea Maccarrone. Il cambio di presidente non significa solo un cambio personale, ma probabilmente segna un cambio di gestione politica che sarà nel tempo chiaro. Sarà una svolta progressista e anche in avanti, rispetto alla moderatissima Praitano. Sarà anche bello rivedere un uomo gay a capo di una delle più importanti associazioni LGBT romane: segno che la parità dei generi in ambito politico LGBT romano c’è davvero.

Questo piccolo grande risultato porterà me e molti altri ex militanti storici a riprendere la tessera del “Mieli” dopo  anni. Nel mio caso, dopo quattro anni. Ne ero uscito per un problema politico che era poi diventato un problema anche di comunicazione con Rossana: avevo scritto una lettera aperta alla mia presidente, spiegandole ciò che secondo me era successo di sbagliato, e a quella lettera aspetto ancora una risposta. Dopo qualche mese di silenzio da parte della Praitano, ero uscito dal “Mieli” e avevo interrotto la mia collaborazione con “Aut”, il mensile del “Mieli”, dopo otto anni di militanza e di collaborazione. Adesso, con la nuova presidenza, mi sento di nuovo rappresentato e ho fiducia nel nuovo direttivo.

Presto AdF ospiterà un’intervista ad Andrea Maccarrone e cercheremo di capire meglio come vuole orientare il Circolo nei prossimi due anni di mandato.

***

Una nota per i redattori di GayNews24: quando si riprendono delle notizie, si deve citare la fonte per deontologia professionale. E se ne devono correggere gli eventuali errori. Voi non avete fatto né una cosa né l’altra, ciò significa che non avete, probabilmente, nemmeno verificato la fonte. Sono tre errori marchiani. Volete rimediare?


Annunci

37 pensieri su “AdF festeggia il nuovo ciclo del Circolo “Mario Mieli”

  1. Andrea lo conosco di riflesso, per aver letto molte cose sue e molte cose su di lui.
    Per questo ne ho una grande stima, e gli faccio i miei complimenti per il risultato.

  2. ciao!
    bella la nuova grafica.

    potresti rendere noto ai lettori che la fonte delle informazioni sugli esiti delle votazioni e sulle considerazioni che esprimi non sono io, dato che esiste una certa corrente di pensiero che mi vedrebbe come oscuro manovratore sia delle elezioni al Mieli, sia come tessitore di una strategia tesa a costruire un movimento nazionale che spodesti le associazioni?

  3. Ciao Guido, allora sì, i microfoni funzionano? DUNQUE: ATTENZIò ATTENZIò: GUIDO ALLEGREZZA NON E’ GOLA PROFONDA! RIPETO! GUIDO ALLEGREZZA NON è GOLA PROFONDA. Almeno, nel senso che non è la mia fonte sugli esiti della votazione del Mieli. Ma del resto, essendo stato socio del Mieli per 8 anni, posso ben dire di conoscere il 70% dei membri del circolo. Ma che ci crediate o no, Guido e io non ci siamo mai incrociati dentro al Mieli! Bello però che condividiamo questo progetto della rete nazionale, non sapevo.

  4. Certo, la SPERANZA dell’unificazione del movimento, almeno sotto forma di FEDERAZIONE non mi è mai dispiaciuta, ma addirittura farmi passare per chi sta lavorando sottotraccia perché questo avvenga è DECISAMENTE TROPPO!

  5. Alessandro

    Peccato però che i personaggi che si vogliono “eliminare” per farlo non siano peggiori di quelli che si vogliono “sistemare” al posto loro. Aggiungerei che diffido sempre delle iniziative tese a dare poter a qualcun altro, senza esporsi in prima persona. Ho assistito alle convulse elezioni in oggetto, ed è apparso chiaro a tutti che dietro il “colpo di stato” ci fosse proprio il signor Allegrezza, al quale vorrei chiedere come mai non ha pensato di candidarsi direttamente, senza nascondersi dietro complicate e macchinose trame, in aperta contraddizione con la tanto invocata “trasparenza”. Quella avvenuta al circolo non è stata affatto una svolta progressista, bensì una resa dei conti tutta interna che con il bene e il futuro del Mieli ha poco o nulla a che vedere, e che ha coinvolto purtroppo persone sicuramente in buona fede, come Andrea Maccarrone e la stessa Rossana. I risultati, spenti i riflettori, non sono di certo un nuovo e luminoso corso, ma una situazione ingarbugliata, un tutti contro tutti che non mi sembra possa produrre nulla di buono o positivo. Mi auguro solamente che i protagonisti di questa vicenda abbiano la forza e la lucidità di liberarsi dei cattivi “consiglieri” finora avuti e procedano a ristabilire l’equilibrio e l’armonia all’interno del direttivo. Ricordo a chi pensa di conquistare il mondo con i saccheggi, che le rivoluzioni non si fanno in un giorno, e che cambiare nel segno della continuità d’intenti è sempre stato il modo migliore per rendere i cambiamenti più duraturi e proficui. Per fortuna, conoscendole personalmente so che persone come Andrea Maccarrone ne sono perfettamente consapevoli, avendo collaborato al circolo per 11 anni, e si adopereranno per costruire e non distruggere.

  6. Roberto VALENTINI

    Mi sembra un intervento di cattivo gusto e di immotivata aggressività.Poi bisognerebbe dire all’autore di questo scritto,di imparare a firmare con il proprio nome e cognome le cose che sentenzia su di un blog e non. Sarebbe il caso di informarlo. Non capisco poi i giudizi personali e al limite della querela penale che fa su Andrea Mele. Anche qui ennesima caduta di stile dell’autore.Al di la dei personalismi dello zelante anonimo autore del blog e dei rancori altrettanto personali,auguro al MARIO MIELI ed ai suoi rappresentanti,di continuare ad essere una “voce”fuori dal coro degli appiattimenti “commerciali”di altre associazioni gay,e degli altrettanti movimenti di piazza ” spontanei” (che di spontaneo non hanno nulla).All’autore consiglio di candidarsi ,visto l’entusiasmo nel “diffamare”le persone,al prossimo direttivo del Circolo.
    Auguri per “NOI” ,sinceri ,e a Rossana,Vincenzo,Andrea,Andrea M.

  7. Roberto Valentini, questo non è un blog anonimo e prima di scrivere le tue impressioni e lanciare le tue accuse di anonimato avresti dovuto spendere 20 secondi per vedere che l’identità dell’autore è illustrata in diversi link, non ultimo quello che rimanda al “mio sito personale”. Per non dire che chiunque sia appena un po’ addentro alla blogosfera sa che AdF è il blog mio, così come chiunque sia appena un po’ addentro al “Mieli” conosce tutta la storia che ho riassunto nel post stesso.

    Insomma, io sono Sciltian Gastaldi, ex (e futuro) socio del “Mieli” per “appena” otto anni, ex redattore politico di Aut. Su Andrea Mele io sono solo uno dei tantissimi che si è fatto un’impressione pessima sulla base della conoscenza personale, e credimi, siccome non ho detto da nessuna parte che ha commesso reati di alcun genere, non c’è proprio nulla di penale nelle mie affermazioni. Prima di esporti al ridicolo nel modo in cui hai fatto col tuo commento qui sopra, faresti bene a ripassarti la Costituzione e il concetto di libertà di opinione. Siamo invece d’accordo sul fatto che il “Mieli” è un’ottima associazione, piuttosto al di fuori delle logiche commerciali (ma non scevra, anche se probabilmente è inevitabile, dal momento che “money makes the world go round”.

    Non siamo invece per nulla – ma proprio per nulla – d’accordo quando attacchi, senza avere il coraggio di parlare chiaramente, “We Have a Dream”, il movimento che è nato su Facebook e che ha portato in piazza e in strada più gente di quanto spesso le associazioni strutturate si siano mai preoccupate di portare in venti e più anni di attività. Ultimo ma non ultimo: l’autore di questo blog, cioè io, abita in Canada e non ha alcuna possibilità di candidarsi alla direzione del “Mieli” da un oceano di distanza. A dirla tutta, nemmeno nessuna intenzione.

  8. Alessandro, a me l’idea che un socio del Mieli possa considerare l’elezione di un nuovo presidente DOPO 7 ANNI di ROSSANA “un colpo di Stato” e un “saccheggio” fa venire i brividi. Cioè per te la democrazia è un colpo di Stato se vince le elezioni il candidato avverso al tuo? E dimmi, oltre che nel Mieli dove fai politica, in Forza Italia e ora nel PDL? Perché la tua mentalità è perfettamente berlusconiana, in questo.

    Il signor Allegrezza è una delle persone più intelligenti che abbia mai incontrato nella mia vita. E tuttavia, proprio in questi giorni, stiamo avendo un radicale dissenso sull’opportunità di collaborare con Casa Pound. Ho scritto di questo dissenso proprio pochi giorni fa in questo blog. Che, per inciso, è il mio blog dal 20 marzo 2004, mio di Sciltian Gastaldi. Il che significa che è uno dei blog LGBT più antichi d’Italia e, con i suoi 850.000 e dispari contatti (contando anche la casa precedente, che si chiamava sempre AdF) è anche uno dei più letti d’Italia.

  9. Comunque a giudicare dai due commenti di Roberto e Alessandro devo dire che l’elezione di Andrea, Vincenzo e Maddalena ha davvero lasciato di stucco tanti centurioni di Rossana e Mele. A me sembra che quando un circolo è in grado di esprimere una nuova dirigenza e una nuova linea è un arricchimento, non certo un colpo di Stato o un saccheggio. E questo lo direi anche nel caso che dopo 7 anni di Andrea Maccarrone fosse rovesciato da una nuova presidente, o da una nuova dirigenza. Le associazioni VIVONO del confronto interno e ognuno ha i suoi fan. Roberto e Alessandro sono ultrà di Rossana e Mele, io sono un fan di Maccarrone. Ottimo, significa che il “Mieli” è vivo, vegeto e frizzante al suo interno.

  10. Alessandro, poi che squallore di linguaggio: chi ha scritto di voler “eliminare” Rossana e Mele? Io ho solo gioito della vittoria di una alternativa politica e personale.

    Lunga vita personale e anche politica tanto a Rossana che a Mele!

  11. Alessandro

    Caro Sciltian, parli per sentito dire… Io ho assistito alle votazioni, come alla “originale” campagna elettorale condotta da quella persona “intelligentissima” che è Guido Allegrezza. Molti sassolini nelle scarpe, rancori personali, resa dei conti, antipatie individuali… sono queste le motivazioni principali (anche se non uniche) che hanno mosso gli attori principali di questa tragicommedia. Per questo mi posso permettere di parlare di “saccheggio” ed “eliminazione” (ovviamente tutta politica, non fisica…) Se la tua fonte d’informazione è l’intelligentissimo Guido Allegrezza, allora t’invito a farti un’idea personale di quello che è accaduto, perché non basta la simpatia e la stima personale verso Andrea Maccarrone, sulle quali siamo d’accordissimo. Io penso che Andrea sarebbe un ottimo Presidente, ma merita un’investitura condivisa e pacifica, limpida e matura, non questo colpo di mano sostenuto da tesserati dell’ultim’ora, gente per lo più completamente sconosciuta alla vita quotidiana del circolo, chiamata a raccolta soltanto per tagliare le gambe all’arroganza del tuo “pessimo” Andrea Mele. Ma evidentemente questi dettagli non arrivano fino in Canada…

  12. Alessandro, a me quelli che dicono dell’avversario che ha appena vinto le elezioni “Io penso che Andrea sarebbe un ottimo Presidente, ma merita un’investitura condivisa e pacifica, limpida e matura, non questo colpo di mano sostenuto da tesserati dell’ultim’ora” puzzano tantissimo. Quindi, tu mi puzzi tantissimo, per queste tue affermazioni. Perché le tue dichiarazioni sono antidemocratiche ed eversive, per la vita di qualunque associazione che ha uno statuto, come il Mieli ha. Lo statuto del Mieli è scritto nero su bianco e stabilisce dei termini temporali precisi e definiti entro i quali uno si deve essere iscritto al Mieli al fine di poter partecipare alle elezioni. Quindi, tutti gli elettori ammessi al voto avevano lo stesso diritto tuo di parteciparvi. Avete perso le elezioni: fatevene una ragione. Le avete perse male, perché Rossana nemmeno seconda è arrivata. Sappiateci stare. E se proprio vi è impossibile starci, c’è sempre l’opzione Imma Battaglia: potete contribuire alla frammentazione del panorama associativo LGBT fondandovi una vostra associazione personale e facendo la scissione. Cosa che – sia detto – io certo non auspico, anche perché sono certo che Rossana valuta queste elezioni, al contrario tuo, come legittimissime e correttissime. Del resto il vostro cartello esprimeva anche i sindaci delle elezioni, no? QUindi, che cosa volete di più?

    Oltre a questo, ti faccio notare che Andrea e Vincenzo possono fregiarsi anche almeno del mio voto virtuale. Io non ero a Roma e non sono iscritto da 4 anni, ma da dicembre mi iscriverò e dalla prossima volta voterò per loro. E bada: sono stato iscritto al Mieli per 8 anni, non per due giorni. Se ci torno, è un arricchimento per me e per il Mieli, non sono uno che arriva all’ultimo minuto.

  13. Alessandro

    Solo una paio di precisazioni alle tue repliche da stadio (e nun ce vonno stà…): le mie considerazioni sono solo politiche, se ci fossero state irregolarità reali, le elezioni sarebbero state semplicemente annullate. Do per scontato che il voto sia leggittimo in termini tecnici, io parlavo semplicemente di colpi di mano politici. Seconda precisazione: non faccio parte di alcuna fazione, e pensavo fosse chiaro sulla base della mia stima verso Andrea. Non credo alle fazioni e anzi… sono infastidito proprio da chi le ha create, formando questo cartello elettorale da contrapporre a Rossana e Andrea Mele. Poi tutti, quando votano, sono costretti a schierarsi… il mio pensiero era teso proprio a scardinare la mentalità di coloro che pensano che il dibattito interno al circolo debba per forza svolgersi sul piano di chi è a favore o contro Andrea Mele. Ma forse sei troppo frastornato dal suono delle trombette, dei fischietti e dei cori, per capirlo…

  14. Ecco Alessandro, fai bene a fare tutte queste precisazioni, perché con le tue affermazioni precedenti rischiavi la galera se si fosse trattato di elezioni nazionali e non di un circolo.

    Io sono talmente al di fuori di ogni cartello, trombetta, fischietto o coro, che non ho nemmeno partecipato alle elezioni del direttivo del Mieli, pensa tu. Sono distante 10.000km e mi godo la mia vita quiggiù. Penso sia ancora consentito, in Italia, gioire su un blog della vittoria di un’elezione di circolo di una persona che stimo molto, anche perché è per me il segno della fine di un blocco che ha fatto il bello e il cattivo tempo per 7 anni. Se fra 7 anni Andrea Maccarrone avrà governato ininterrottamente, gioirò della fine del suo settennato alla stessa maniera: l’alternanza è il sale del pluralismo.

    Mi rendo conto che per alcuni soci del Mieli, invece, alternanza è praticamente un lutto personale. Che dirvi? Condoglianze e cercate di riprendervi presto.

  15. ragazzi, tutte queste continue lotte interne alle associazioni lgbt restano difficilmente comprensibili a molti di noi e ci allontanano dall’associazionismo.

    ormai aderisco solo alle manifestazioni spontanee, come le fiaccolate, alle quali eventualmente aderiscono in un secondo tempo bandiere e sigle.

    non mi fido più di tutto quello che è promosso direttamente da questi presidenti, e conosco parecchie persone che la pensano come me.

    quando ho avuto contatti personali o professionali, mi sono sempre scontrato contro una certa presunzione. qualsiasi iniziativa doveva essere presentata come iniziativa dell’associazione. l’impressione è che siano tutte interessate molto di più alla propria visibilità che non al progresso della “causa” in sè.
    inviterei i responsabili, vecchi e nuovi, a riflettere su un cambiamento di approccio.

    (scusate l’intromissione)

  16. Alessandro

    Forse a questo punto sarebbe da ridiscutere proprio il lavoro svolto in questo settennato di Rossana, gestione che avrà anche avuto le sue ombre, ma che sicuramente ha sostenuto e fatto crescere l’attività del circolo in un periodo di difficoltà sociali, politiche e soprattutto finanziarie davvero enormi. La gestione di un’associazione non è come quella di una città o di un governo (e anche in quel caso le cariche durano almeno 5 anni, senza elezioni), dove l’alternanza frequente può rappresentare vivacità democratica e rinnovamento. Un presidenza longeva di un’associazione significa anche stabilire continuità nei rapporti con le istituzioni e le altre associazioni, guadagnarsene il rispetto, la credibilità e l’autorevolezza, imparare i meccanismi e gli equilibri, spesso complicatissimi, che sono dietro a questi rapporti… Tutte caratteristiche fondamentali che hanno bisogno di tempo ed esperienza per essere acquisite. E aggiungo un altro fattore non trascurabile: il Mieli, ha nel suo DNA la collegialità decisionale… elezioni e decisioni a maggioranza sono in contraddizione con la storia dell’associazione, e con il suo trascorso di scelte condivise. Le uniche volte in cui questo non è accaduto, sappiamo bene tutti com’è andata a finire…

  17. Alessandro, io lungo questi sette anni di Rossana presidente (anche negli ultimi 4, in cui avevo un notevole problema personale con lei) ho sempre detto e scritto che Rossana è donna di grande intelligenza. Ne ho perfino auspicato la candidatura, di recente, alle elezioni europee e prima a quelle politiche, dicendo che sarebbe stato mille volte meglio e più sensata e produttiva una sua candidatura rispetto a quella di Imma Battaglia, o anche di Vladimir. Rossana come presidente ha fatto molte cose che io ho sostenuto e condiviso: non a caso sono stato un suo elettore in almeno due elezioni.

    Però di recente ha assunto una linea politica di eccessiva moderazione, accettando le imposizioni sul percorso del Pride e cercando a tutti i costi il compromesso anche quando non era costituzionale cercarlo. L’organizzazione per l’Europride 2011 langue, i rapporti con le altre associazioni italiane sono poca cosa. Al di là di questo, si è comportata in modo altamente scorretto con me, non dando risposta a una lettera in cui chiedevo spiegazioni per lo scarso appoggio ricevuto dal Circolo quando ero l’unico candidato apertamente LGBT a essere candidato al Comune di Roma. Rossana aveva il dovere, sia come amica che soprattutto come presidente, di darmi una risposta scritta od orale. Non ha ritenuto di farlo e ha perso un voto (il mio), ma soprattutto ha perso un socio storico del Circolo e il redattore politico di Aut. Al di là del fatto personale, la gestione politica di quella frizione è stata davvero pessima.

    Su Mele invece c’è una situazione ben diversa e più di basso livello. Quando scrissi sul mio Facebook (!) che la politica di Rossana era troppo moderata, lui venne a difenderla insultando, per altro in modo omofobico. Sono andato di persona al Mieli a chiedergli conto di quegli insulti, lui ha tenuto il punto e io gli ho dato la sua razione di insulti. La cosa buffa è che quegli insulti di Mele, pubblici, mi hanno fatto arrivare molte mail di soci ed ex soci del Mieli che mi esprimevano solidarietà e mi dicevano: “Non badare a Mele, ha un carattere di merda ed è quello che è”. Non immaginavo che godesse di tutto questo biasimo in giro, e soprattutto non avrei mai immaginato che un vice presidente del Mieli potesse insultarmi adottando un classico stilema omofobico. Credo che nella sconfitta di Rossana ci sia, pesante, l’ombra di Mele e della sua “popolarità”.

  18. ora che l’apparato del circolo è riuscito a frantumare l’esito delle elezioni, impedendo di fatto al direttivo di funzionare e ottenendo di rifare le elezioni, vedremo che cosa accadrà.
    a tale alessandro chiedo di produrre le prove e non le sue impressioni personali sulla mia ventilata attività complottarda.
    con l’occasione, faccio presente che io non complotto. le cose le faccio apertamente e le dichiaro. come dimostrano con ampia trasparenza le mie personali battaglie, ad esempio a sostegno di una candidatura alternativa alla guida di arcigay roma. se quello è complottare, allora invito alla rilettura di una qualunque edizione di un buon dizionario della lingua italiana.
    a proposito, su questa storia, adesso che il direttivo è sciolto, ho espresso la mia posizione chiaramente sul mio blog:
    http://lampidipensiero.wordpress.com/2009/11/08/circolo-mario-mieli-che-succede/

  19. Alessandro

    La tua attività “complottarda” è nei fatti, nella sostanza e, aggiungerei, sei tu stesso a produrre prove proprio con le tue riflessioni. Se tu avessi voluto fare una cosa alla luce del sole avresti reso pubblico il tuo famoso “programma elettorale” a sostegno di Maccarrone, Ianniello e Vaiani Lisi. Invece l’hai (volutamente?) indirizzato alle persone che sapevi essere più vicine al presidente Praitano, proprio per fare in modo che ne venisse a conoscenza e reagisse, come poi di fatto ha reagito. Purtroppo però, l’unico effetto che hai ottenuto è stato quello di rendere invisi i tre eletti che volevi sostenere, creando una spaccatura forse insanabile all’interno del circolo, indebolendolo di fatto, sia al suo interno che all’esterno. Ma puoi rallegrarti, visto che adesso hai la leggittimazione per esporti in prima persona.
    A mio parere, però le tue posizioni così critiche verso il circolo, le sue attività e la sua gestione renderebbero di fatto incompatibile finanche la tua presenza come socio che, spero, possa essere prima o poi messa in discussione, proprio perché è evidente a tutti che non hai affatto a cuore la vita del Mieli e non fai altro che agire per distruggerlo. Infatti, sono proprio curioso di sapere come concilierai la tua eventuale candidatura al direttivo con la nota attività “contro” l’associazionismo gay, le tue velleità di “diluirne” l’esistenza in una non ben identificata entità federale, le tue entusiastiche partecipazioni in movimenti che non nascondono la loro posizione critica nei confronti delle associazioni, e – non ultimo – il tuo già sostanzioso impegno politico che, storicamente, ha sempre avuto difficoltà ad armonizzarsi con la necessità di un’azione politica libera, come è sempre stata quella del Mieli.

  20. Alessandro, premesso che non so quale Alessandro tu sia, mi permetto di intervenire nella discussione, dal momento che la state svolgendo in casa mia. Io trovo semplicemente *allucinante* quello che hai scritto. In particolare, il passaggio:

    “La tua attività “complottarda” è nei fatti, nella sostanza e, aggiungerei, sei tu stesso a produrre prove proprio con le tue riflessioni. Se tu avessi voluto fare una cosa alla luce del sole avresti reso pubblico il tuo famoso “programma elettorale” a sostegno di Maccarrone, Ianniello e Vaiani Lisi. (…) Purtroppo però, l’unico effetto che hai ottenuto è stato quello di rendere invisi i tre eletti che volevi sostenere, creando una spaccatura forse insanabile all’interno del circolo, indebolendolo di fatto, sia al suo interno che all’esterno.”

    Cioè, a me risulta che Guido sia da tempo un membro del Mario Mieli, e mi pare che alle elezioni del Mieli possa candidarsi chiunque sia socio da un certo tempo. L’idea che Guido non possa sostenere legittimamente dei candidati alternativi a Rossana è fuori dal mondo. L’idea che se un candidato storico come Andrea Maccarrone riceve il sostegno di Guido allora ne diventa automaticamente il braccio, mentre Guido diventa il “grande vecchio” che organizza tutto dietro le spalle, fa parte di una logica di pensiero malata e profondamente anti-democratica. Una logica che hai tu – è rivelante questo tuo commento a cui rispondo – ma che condividete in diversi dentro al Mieli.

    Guarda, te lo dico da membro storico del Mieli e da momentaneo ex iscritto: tornate in voi. Perché state creando dei fantasmi laddove non ce ne sono. Il Circolo, dopo 7 anni di presidenza Rossana, ha bisogno COME IL PANE di un ricambio. Se non erro, la scissione con Imma nacque anche dal fatto che lei voleva ricandidarsi ancora una volta, e una parte consistente del Circolo le disse: “questa non è casa tua, è un circolo fatto di tante persone”. Questo al di là dei problemi finanziari in cui Imma vi/ci aveva cacciati. Se non ti ritrovi nelle idee di Andrea Macca e di Guido, candidati tu, oppure appoggiate qualcuno che non è stato già presidente per 7 anni. Perfino quel simpaticone di Andrea Mele, guarda. Ma datevi un ricambio, e confrontatevi sulla base di idee e progetti diversi, ma senza farvi guerre fratricide. E soprattutto, se per caso perdete le elezioni, sappiateci stare, non fate l’impossibile per boicottare chi le ha vinte, perché così distruggete il Circolo e basta, non è che vincete voi.

    Io vivo in Canada, non ho + la tessera del Mieli da 3 anni, non partecipo alle elezioni, non mi candido in prima persona: puoi considerare questi consigli come i consigli di uno che sta ormai fuori dal Circolo, ma che comunque gli vuol bene, al “Mieli”. Abbiate un briciolo di buon senso, Alessandro.

  21. Alessandro

    Il cambiamento fine a se stesso non è solo dannoso ma ridicolo. Bisogna capire perché cambiare, e verso cosa. Tu senti questa esigenza, io no, e come me molti all’interno del circolo. E non perché non si voglia cambiare tout court, ma semplicemente perché si pensa che rinnovare non significhi buttare a mare 7 anni in cui si è costruito tanto, si è fatto tanto, checché ne dicano i “Robespierre” de noantri… Poi, coloro che vogliono questo fantomatico cambiamento non sono mossi da buoni propositi, bensì da semplice livore senza costrutto, vecchi rancori personali che poco hanno a che fare con il bene del circolo. In mano a cosa o a chi vorresti mettere il Mieli? Giusto per defenestrare chi non ha risposto ad un’email, chi ha alzato la voce in una qualche discussione, chi ha preso poco sul serio questa o quell’altra proposta strampalata. Il circolo non campa di idee meravigliose, nate al grido “armiamoci… e partite”, campa di persone che lavorano ogni giorno per la sua sopravvivenza in un clima di ostilità sociale generalizzata, e – se restano tempo e risorse – per una crescita ragionata e nel segno della continuità, come credo sia meglio per tutti. E questa, te lo concedo, resta una mia opinione che difendo altrove e anche qui, fino a quando tu vorrai.

    Ps: Guido può “formalmente” fare quello che gli pare, sostenere chi vuole, candidarsi anche alla presidenza delle Repubblica. Posso essere libero però di criticarlo e dire perché non lo trovo politicamente, umanamente e moralmente giusto? Oppure bisogna star zitti solo perché non si è paladini del “cambiamento”?

  22. Alessandro, come sai, io ho condiviso la prima parte della reggenza di Rossana, ma non la seconda, poiché troppo moderata (vedi percorso del Pride di due anni fa e di quest’anno). Non mi piace poi questo continuo cercare di distinguersi e di dividersi rispetto al resto del movimento GLBT nazionale. E poi non ho apprezzato il fallimento di attività importanti, come il premio letterario gay, il premio per la tesi di laurea o dottorato a tema LGBT, la non entrata in edicola di Aut, la non continuazione de L’altrasponda, lo stallo sull’Europride e potrei continuare. Queste, come vedi, non sono motivazioni personali, ma ti dirò, non mancano nemmeno quelle personali-politiche, che non hanno incidenza politica sul generale, ma la hanno nel rapporto tra le persone, naturalmente. E ci tengo a dire “personali-politiche” perché quando tu riduci a una email senza risposta, dimentichi di dire che in quel caso io rappresentavo il Partito Socialista e il Circolo Mario Mieli, non solo me stesso, e Rossana non rappresentava solo se stessa, ma soprattutto il Circolo Mario Mieli. Quando vivevo a Roma, io ho fatto la mia parte; non sempre mi è stato riconosciuto lo sforzo e l’impegno, ma chissene frega.

    Il ricambio non sarebbe solo di persone, ma di cose che si vogliono fare. Andrea ha delle idee a riguardo, penso le abbia spiegate. Si possono condividere o meno, però se le elezioni si perdono, si deve collaborare in modo costruttivo, non fare come avete fatto: le dimissioni dal direttivo e nuove elezioni. E’ un brutto precedente, che potrebbe essere ripetuto fino alla morte politica del Circolo ora da una parte ora dall’altra. Da fuori, date l’impressione di difendere con le unghie e coi denti un profilo che ha perso le elezioni, invece di accettare il gioco democratico. Vi state alienando la simpatia di persone interne ed esterne, oltre a dare un triste spettacolo a tutto il movimento LGBT italiano, che già non brillava in quanto a coesione e produttività. Insomma, questo passaggio del Mieli è semplicemente nauseante, Alessandro, e porterà energie giovani ad allontanarsi, oltre a distanziare ancora di più chi già ne era uscito. State rompendo il vostro giocattolo preferito, per cosa? Per poter dire che “Rossana non si fa mettere i piedi in testa”? E da chi, poi? Da Andrea Maccarrone? Ma dài.

  23. Per ultimo: in democrazia si può sempre criticare chiunque, Guido Allegrezza incluso. A me, per dire, il suo modo di gestire Boarosa è talmente non piaciuto che ne sono uscito, e pensa che ero solo un membro onorario, stando all’estero. Ma lì secondo me ha sbagliato, mi ci sono confrontato e quando hanno ripetuto e sostenuto quello che per me è un errore politico (un profilo futurista dell’associazione Boarosa, che non condivido, come non condivido l’eccesso di collaborazione con ambienti di Destra sedicenti nazional-rivoluzionari, ossia Casa Pound), ho salutato tutti e ne sono uscito.

    Il punto è che tu non hai criticato Guido per le sue idee, ma hai criticato Guido per una cosa che non ha fatto, ossia l’hai accusato di essere il “grande vecchio” che ha montato la candidatura di Maccarrone. Che oltretutto è anche un insulto per Andrea: lo tratti come se fosse una testa di paglia, un manipolabile. Hai accusato Guido di essere un subdolo, di avere delle mire personali, di giocare allo sfascio del Circolo, chissà poi perché. Guido saprà difendersi da sè, ma le tue accuse a mio modo di vedere non sono politiche, Alessandro, sono pesanti e personali, gridano alla cospirazione. Bada che ti confronti con un altro socio storico del Mieli, e con un uomo di qualità, non con Giovanardi. Riflettici, e cerca di metterti nei panni di Guido: se ricevessi da un altro le accuse che tu gli hai fatto, come la prenderesti?

  24. Alessandro

    Io continuo a pensare che la fondatezza di certe opinioni stia nei fatti più che nelle prove accertate, e poi… temo che Guido sguazzi nella polemica, perché così può stoccare uno dei suoi coupe de teatre, come l’ipotetica candidatura. Alcune delle motivazioni pratiche che hai addotto, per giustificare il desiderio di cambiamento, possono anche avere una lororagion d’essere, benché non le condivida (non credo che si possa sfiduciare un presidente perché non ha dato il suo pieno sostegno ad un’iniziativa culturale…). Per quanto riguarda l’andamento generale della politica del Mieli, sono tue opinioni, che, al di qua dell’oceano, a me non risultano proprio. Il Mieli non vive alcun isolamento, e di questo, merito è proprio di Rossana che ha mantenuto un dialogo costruttivo con tutte le anime dell’associazionismo cittadino e nazionale. Sull’immagine che si percepisce all’esterno della situazione, anche lì ti devo smentire, perché voci autorevoli del movimento hanno compreso pochissimo questo ribaltone intempestivo e improvviso. E dico improvviso perché non annunciato, non preparato, non ragionato, né condiviso da tutta l’associazione, come sarebbe stato auspicabile… ed è questo che si contesta alla manovra di Andrea. Un’ultima parola proprio su Andrea… pensi che placcare l’Arcivescovo di Cracovia per strada sia una mossa ragionata, che fa bene all’immagine del Circolo che lui rappresenta, ora più che mai essendone il presidente? Forse a te arrivano solo le voci “amiche”, ma ti assicuro che da queste parti si pensa che a capo di una delle associazioni gay più antiche d’Italia sia stato messo un giovane un pò irrequieto e inesperto, e – quel che peggio – che si sia fatto senza un motivo.

  25. A me è parsa invece un’ottima cosa quella della domanda all’arcivescovo di Cracovia. In linea con ciò che hanno fatto le associazioni GLBT occidentali, da Act Up al 512 canadese. Porre domande non significa mica aggredire, almeno non in Occidente.

    E poi Alessandro, c’è proprio una sensibilità democratica differente tra te e me: per te un cambiamento, ammesso che si possa ammettere un cambiamento, deve essere lento, partorito dal di dentro, ponderato, ragionato. In pratica, deve essere l’investitura di un delfino, non un cambiamento. Per me invece un cambiamento politico deve avere un elemento di rottura, il perseguimento di un’altra direzione politica, e non deve essere necessariamente partorito dal compromesso interno. Può venire come sbocco di una situazione di stallo. Avvertiamo voci diverse, non c’è dubbio, ma rimane che Andrea, Vincenzo e Maddalena i voti li hanno presi da dentro al Mieli, non in Canada. Questo vorrà dire una cosa: che le cose che dico io, le pensano in molti anche dentro al Circolo. Cmqe, avete danneggiato l’immagine del Mieli, perché puoi dire quello che vuoi, ma dal di fuori si è capito che Maccarrone aveva vinto legittimamente le elezioni del Circolo, e che poi Rossana dimettendosi ha costretto a uno stallo e a nuove elezioni. L’immagine di Rossana, al di fuori del Circolo, in questo momento non è mai stata così in basso, per questo colpo di coda. Non mi pare sia mai successo nella storia del Mieli un fatto di questo tipo, non almeno negli ultimi anni.

  26. @ alessandro

    il grande vecchio, al circolo, ce l’hanno già. ci sta da tempo e ha fatto e disfatto di tutto, proteggendo “il bene del circolo” sempre e comunque. peccato che sia sempre stato il bene del “suo” circolo, ovvero della sua IMMAGINE del circolo, del circolo come lo vuole lui. e non necessariamente questo coincide con l’idea degli altri. in questa occasione, è andato sotto, dopo lustri di incontrastato dominio. ti basti pensare che ha suo tempo era un alleato di ferro di della presidente dell’epoca (non sarà che ci sia un nesso in queste circostanze?)

    passiamo alle rinnovate accuse.
    non avevo nulla da fare alla luce del sole, perché non c’era niente da tacere. se pensi che mandare un messaggio a tre persone (una sola vicino a rossana, si badi) significa ordire un complotto…

    addirittura attribuirmi una tale intelligenza strategica da INDURRE la reazione di rossana è francamente sproporzionato. secondo te se io avessi veramente queste doti, starei a perdere tempo ad esercitarle in una realtà come il mieli? suvvia!

    la spaccatura al circolo, mi duole informarti, c’è sempre stata. sono anni che non “viene a galla” perché oltre alla sistematica riduzione del numero dei soci (una diminuzione del 60% circa in 9 anni), sono state lentamente compresse le occasioni di dibattito interno con i soci, fino ad eliminarle del tutto con la giustificazione che “non viene nessuno”. non essendoci modo di discutere in spazi idonei, è chiaro che poi il dissenso si manifesta improvvisamente. che il nuovo direttivo ci pensi bene.

    un’ultima considerazione. levati dalla testa che io sia contrario all’esistenza delle associazioni. però mi sento libero di criticarne l’azione (anzi, la non azione) e credo proprio di essere nel giusto. pensa che addirittura nella mozione del prossimo congresso dell’arcigay nazionale si parla a chiare lettere dell’impasse che vive il mondo delle associazioni e si parla della necessità di recuperare il rapporto con la società. sono un manovratore di patanè, oppure sono semplicemente uno che vede quello che succede?

    sul resto delle tue accuse, evito di pronunciarmi, dato che alle stupide illazioni non c’è migliore risposta che un silenzio più dignitoso per chi le muove che per chi si dovrebbe difendere.

    a proposito, qui ci siamo firmati con nome e cognome, mentre mantieni l’anonimato. dato che sembri molto informato, sarebbe una cosa carina (se non corretta) che tu stesso ti rivelassi, dato che dalle nostre parti si usa essere trasparenti e sostenere le nostre idee a viso aperto.

  27. Alessandro

    Caro Guido, purtroppo non è necessaria un’intelligenza sopraffina per organizzare macchinazioni… quella serve per portarle a buon fine. Sulla mia identità, puoi stare tranquillo. A tempo debito mi conoscerai di persona, perché ho tutta l’intenzione di portare le mie opinioni su di te nelle sedi dove avranno l’eco necessaria. Se non mi firmo è perché il mio cognome è per te anonimo quanto il nome: non sono un veterano, non un “vecchio”, né un burocrate, sono uno che osserva, s’informa e si fa un’opinione propria sulle cose. Tutto qui.

  28. Alessandro

    … E un altro paio di precisazioni: se “una realtà come il Mieli” sta stretta alle tue aspirazioni, mi chiedo perché tu ci perda ancora tempo; la spaccatura di cui tu parli, per come vivo io il circolo quotidianamente, proviene sempre da una parte, con le stesse motivazioni e – oserei dire – dalle stesse persone. Forse che proprio quelle persone non siano direttamente responsabili della spaccatura? E siamo proprio sicuri che la causa sia una cattiva gestione della vita associativa, e non invece le ragioni tutte personali a cui ho accennato in un post precedente? Infine, alle assemblee dei soci non viene davvero nessuno! Guarda caso, le uniche stracolme sono state quelle in cui si discuteva (per contestarle) delle dimissioni di Rossana e dell’elezione di un nuovo presidente… come a dire, l’associazione si riscopre unita solo sul valore della continuità (e ci tengo a precisare che per prendervi parte non sono stato redarguito da nessuno, nemmeno da quel “cattivone” di Andrea Mele, ci sono andato di mia spontanea volontà, perché sentivo che era importante). Questo, cari Guido e Sciltian, non vi dice proprio niente?

  29. Certo, Alessandro: mi dice che il “valore della continuità” per quelli come te è la cosa superiore a tutto il resto. Pazienza se il Mieli ha perso il 60% dei suoi iscritti, se ha subito una scissione importante, se non è riuscito a fare nulla delle mille attività politico-culturali di cui ho accennato e che tu derubrichi in modo buffo a “cose personali”, se a livello cittadino non ha ottenuto nemmeno un registro delle unioni civili, e sì che la città è stata governata dalla Sinistra dal 1993 al 2006. Tutti questi fallimenti, continua pure a far finta che non esistano, che siano “questioni personali”. E’ la ricetta migliore per la chiusura del Mieli.

  30. Alessandro

    Cioè Sciltian, fammi capire, in Italia nessun comune, nemmeno il più piccolo della più profonda Toscana comunista, ha un registro per le unioni civili, oltretutto, aperto alle coppie omosessuali, e tu imputi la stessa assenza a Roma, nella capitale, sede del Parlamento e del Vaticano… ad un fallimento del Mieli? Stiamo parlando dell’Italia, ossia quel paese in cui il ministero delle Pari Opportunità ha pensato di fare uno “spottino tiepidino” contro l’omofobia nel novembre del 2009, dopo centinaia di aggressioni, violenze e attentati di varia natura…
    Sulle iniziative politico-culturali, perdonami, ma ho il vizio della concretezza: un’associazione realmente politica ha bisogno di iniziative di visibilità molto più realistiche e concrete di un premio letterario o di una mostra (puntalmente deserta). Non a caso, sui giornali il nome del Mieli viene fuori solo quando si parla di Muccassassina. La visione radical chic dell’associazionismo, come consesso di eletti che si riempie la bocca con la Cultura, ha fatto il suo tempo, ed è quella che ha condannato la Sinistra Italiana all’eterna opposizione.

  31. Alessandro, guarda che non è vero quel che dici. Solo per ragioni di tempo ti ricordo che la settimana scorsa la Regione Liguria ha approvato una legge anti-omofobia. E lì si è trattato di convincere un intero consiglio regionale, Alessandro, non un piccolo comune della Liguria. http://www.genovagay.com/notizie-gay/1-ultime-notizie-gay-lesbiche/271-omofobia-liguria-seconda-regione-a-dotarsi-di-una-legge.html

    Il Registro delle unioni civili, poi, è presente in un numero robusto di Comuni italiani, soprattutto nel Centro Italia ma non solo. Eccotene un elenco: http://www.arcigay.it/tutti-registri-delle-unioni-civili Poi tu puoi raccontarti che non è così, che non esiste Comune col registro delle unioni civili, se ti fa comodo per giustificare l’ennesima inazione del Mieli, ma per fortuna la realtà è un’altra.

    Cmqe mi darai atto che questo punto è solo uno dei tanti che ho sollevato, e mi pare di gran lunga il più difficile. Secondo te era impossibile anche organizzare un premio per tesi di laurea/dottorato a tematica LGBT? Lo ha fatto perfino il DGP, in compenso. Era più difficile organizzare un premio letterario stile Lambda Award? Non credo. Quel che credo è che chi ha governato il Mieli negli ultimi anni non ha compreso la lezione gramsciana, non ha capito cosa significhi cercare di stabilire una egemonia culturale nella società nel tentativo di far conoscere la nostra realtà e di renderla più POPOLARE e NOTA a chi poi va a votare anche per le leggi che ci stanno a cuore. Rossana è stata per certi versi una splendida presidente, l’ho detto e ripetuto più volte, il direttivo del Mieli ha fatto un sacco di cose di cui tutti andiamo fieri e ne siamo grati, primo il fatto di aver salvato baracca e burattini dopo il disastro Imma Battaglia, ma non è che siano mancati i problemi, i difetti, le mancanze. Questa della inazione sul campo culturale è – secondo me – il difetto principale. Ed ecco perché oggi sarebbe opportuno un ricambio alla guida del Circolo. Non è rivoluzione, è riforma, ed è perché il Mieli diventi più forte e presente, non per distruggerlo. Chiaro, oggi con l’alzata di ingegno delle dimissioni di Rossana, il Mieli ha toccato il punto più basso della sua storia, scissione di Imma esclusa.

    Oh bada che queste cose le dico qui a te nel mio blog proprio perché io vivo all’estero. Se vivessi a Roma avrei continuato a cercare di organizzare queste cose fino a che non ci sarei riuscito, sotto qualunque presidenza.

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...