Il razzismo di Berlusconi fa notizia in Canada

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Lo ripeto: non accade quasi mai che i media canadesi si occupino di Italia. Ultimamente accade spesso, e solo per riportare le frasi razziste che il Sultano regala a destra e manca. Non potete capire l’effetto dirompente che hanno queste frasi sull’opinione pubblica canadese. E’ il modo migliore per spingere milioni di consumatori a boicottare le merci italiane nel mondo.

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10 pensieri su “Il razzismo di Berlusconi fa notizia in Canada

  1. Il punto è che queste “stronzate” che qualcun altro si ostina a chiamare “gaffes” sono in realtà il suo pensiero normale. Cioè, siccome il Sultano è un razzista di merda nel suo profondo, non si rende conto di quanto sia grave prendere in giro gli afro-americani per il colore della loro pelle. Non sa nulla da un punto di vista scientifico (la differente pigmentazione della pelle è dettata dal grado di esposizione alla luce del sole dei tuoi avi) e non sa nulla dal punto di vista storico, quindi non sa cosa sia stato il razzismo basato sul differente colore della pelle. Berlusconi pensa dunque di essere innocente e simpatico, quando fa la battuta sull’abbronzato, e al contempo strizza l’occhio a quella vasta percentuale di italiani razzisti che provano ribrezzo per un colore di pelle differente, e che sono tutti suoi elettori (in parte votano per Storace, però).

    A forza di continuare su questi toni, il consesso internazionale approverà delle sanzioni economiche contro l’Italia e il suo governo razzista. E sarà cosa giustissima. Nel frattempo, danneggia il commercio estero italiano perché è chiaro che se un afro-americano deve scegliere tra un vino italiano e un vino francese, se gli viene in mente Berlusconi lo compra subito francese.

  2. e se l’Onu ci ponesse l’embargo, lui risponderebbe “è tutta una manovra dei comunisti”. purtroppo ha sempre ragione lui, perchè è facile inventarsi una scusa per tutto, anche per quello che si è detto pubblicamente. mi chiedo, gli italiani non si vogliono rendere conto?

  3. Oscar, il 47% degli italiani si sente perfettamente rappresentato dal Sultano, perché in effetti sono come lui. Se fossero primi ministri si sputtanerebbero come lui, trasformerebbero palazzo Grazioli in un bordello, approfitterebbero del nuovo potere, si comporterebbero come imperatori negli ultimi giorni di Pompei. Il punto è che il Sultano ha creato un’egemonia culturale attraverso le sue tv commerciali e ha creato una cultura nuova: quel 47% di italiani che è degnamente rappresentato da lui, lo ha contribuito a formare lui stesso. Questo è il suo più grande risultato politico.

  4. Liquido

    non può nemmeno immaginare (e probabilmente neanche i canadesi) quanto questo modo di esprimersi (spesso con “declinazioni” aggressive) stia diventando frequente anche tra la gente comune :((

  5. Stefy

    dopo tanti anni l hanno capito adesso che l italia e’ un paese di razzisti. io sono figlia di un immigrato ghanese in Italia e sinceramente nn sono tanto fiera di essere nata in qst paese. ho girato molte parti del mondo dagli stati uniti al canada all inghilterra e quando dicevo che ero nata in italia sembrava una cosa rarissima sentire una persona di colore nata in Italia.quello ke mi fa piu’ male e’ che nn conosco neanke il ghana. un altro fatto di vergogna e’ quello di Mario Balotelli lui si dice Italiano ma sono gli stessi Italiani a dargli contro gli sta’ bene.loro nn sanno che fra poco tutti i Ghanesi se ne andranno via di qui. sarebbe magnifico ma ci vorra’ tempo

  6. Ciao Stefy, mi piacerebbe ripubblicare il tuo commento in un post apposito sul mio blog. QUello che dici è tristemente vero, io lo sostengo da diversi anni, da quando mi sono reso conto che gli italiani si dicevano “non razzisti” solo perché erano gli anni Ottanta e non c’erano ancora immigrati o quasi, in Italia. E allora, naturalmente, c’era già il razzismo, ma tra italiani: quelli del nord contro quelli del sud, quelli delle metropoli contro quelli delle campagne, quelli di Crema contro quelli di Cremona… siamo uno dei popoli più individualisti e razzisti della Storia dell’umanità, popolo di campanilismi continui e inventori, non a caso, del fascismo e del berlusconismo.

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