Afghanistan: un governo di pusillanimi per una nazione di boccaloni

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guerraOgni settimana muoiono diversi soldati canadesi, inglesi e americani in Afghanistan. Nelle rispettive nazioni c’è dolore, fierezza, compostezza e solidarietà per le famiglie dei morti ammazzati. Ma non si bloccano le manifestazioni politiche, gli scioperi o altri eventi non festivi. A dire il vero, non si bloccano neppure gli eventi sportivi. Queste società sono forse più ciniche, meno umane? No. Secondo me sono semplicemente conscie di essere in MISSIONE DI GUERRA. Perché tale è stata chiamata dai partiti politici che l’hanno votata nei rispettivi Parlamenti. Ecco la prima differenza con l’Italia: PDL, Lega, UDC e PD chiamano la missione in Afghanistan “missione di pace”, perché così ha un appeal migliore e soprattutto perché così si può aggirare l’art 11 della Costituzione italiana.

Io sono un uomo di Sinistra che odia gli stereotipi. Secondo me l’art 11 della nostra Costituzione ha un bel valore ideale (chi non vorrebbe eliminare la guerra dalla faccia della Terra?) eppure sappiamo tutti che oltre un certo punto, solo la violenza può difendere dalla violenza altrui. Questo vale quando difendi te stesso dalle bombe carta dei naziskin fuori dal Coming Out, così come nei rapporti tra le nazioni. Per cui per me l’art. 11 è da riformare in modo intelligente, aprendo la possibilità per il nostro esercito di partecipare a missioni di guerra sotto bandiera ONU, per fare un esempio.

A ogni modo, nelle missioni di guerra, si mandano i SOLDATI. I quali, non sono stupidi. E sanno che da una missione di guerra si può tornare essenzialmente in tre modi: sulle proprie gambe, su una sedia a rotelle o in una bara. Se un soldato muore ammazzato in una missione di guerra non è necessariamente un eroe: è un soldato che ha fatto il suo dovere, merita tutto il rispetto e la fierezza che si deve verso un soldato della propria patria morto in una guerra sotto bandiera ONU. E magari, al soldato morto in guerra gli puoi e devi organizzare un bel funerale di Stato: a lui sì, perché è morto per lo Stato o per l’ONU, che è il consesso degli Stati. Al principale presentatore di quiz televisivi che muore di vecchiaia, invece, i funerali di Stato NON VANNO concessi, se non altro per non imbastardire il concetto di onore e di fierezza verso chi è morto per la propria collettività, se non vi garbano le parole Stato, patria, bandiera eccetera.

La cosa che odio di più sono quei politici che hanno votato in favore di una missione di guerra ONU (per inciso: che considero anche io una missione giusta e utile, dal momento che è la risposta all’attacco dell’11/9 contro Al-Quaeda: molto diversa dalla ridicola e vergognosa guerra preventiva contro l’Iraq di Saddam Hussein, che non a caso non aveva bandiere ONU sopra), l’hanno chiamata “missione di pace” e oggi, ma solo oggi che sono morti addirittura 6 soldati italiani (per un incredibile totale di 21 in 6 anni!) dicono che occorre una “exit strategy”. Oh, ma scherziamo?? E’ una GUERRA, dura da 6 anni, abbiamo avuto il culo di veder morire “SOLO” 21 soldati, non i 210 del Regno Unito, per dire, non i 449.000 del Regno Unito contro Hitler dopo 6 anni, e ci vogliamo ritirare? Ma allora non crediamo che sia una missione giusta e utile! Siamo lì solo per scena? Oppure quando diciamo che è una “missione di pace internazionale” ci crediamo davvero, e quando qualche soldato torna morto, la cosa procura sopresa?

A me non piaccciono gli ipocriti, i politici pusillanimi della Lega che OGGI invocano l’exit strategy, e nemmeno quei giornalisti che ti organizzano una manifestazione per difendere la libertà di stampa e che poi, perché son morti 6 soldati in guerra, la cancellano. Se la libertà di stampa è in pericolo, occorre  manifestare sempre e comunque. Se non è in pericolo, la possiamo rimandare a quando vi pare, a prescindere dal motivo: tanto si stava solo scherzando.

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24 pensieri su “Afghanistan: un governo di pusillanimi per una nazione di boccaloni

  1. riki

    Ciao Anelli,
    condivido in pieno questi tuoi pensieri (prima volta, quasi mi preoccupo).
    Posso solo aggiungere che qui in Germania la vicenda dei giorni scorsi in cui diversi civili Afghani sono rimasti vittime di un attacco congiunto delle Forze occidentali, ma ordinato dal comando tedesco, ha suscitato enormi polemiche. Siamo anche in piena campagna elettorale e i politici sono politici in tutto il mondo.
    In Germania vige una contraddizione assurda, eredita´ delle colpe del Terzo Reich: i soldati tedeschi non possono sparare per primi, ma solo dopo che hanno subito un attacco diretto da parte degli avversari. Questo per semplificare ma la questione e´ piu´ complessa.
    Anche la Germania ha inviato truppe e mezzi in Afghanistan ma non sono certo di quale sia il motivo, considerando le assurde regole d´ingaggio. Anche qui servirebbe prendere atto che si tratta di una guerra contro un nemico specifico e non una missione per mostrare la bandiera, per dire “ci siamo anche noi!” e farsi belli agli occhi degli alleati.
    Altrimenti si sta a casa e si dichiara che a quella guerra non si vuole prendere parte. Sarebbe legittimo anche quello.
    Le solite mezze misure e i compromessi tipicamente politici finiscono col fare piu´ morti che le decisioni chiare

  2. La situazione tedesca riesce a essere addirittura più ipocrita e ridicola di quella italiana, con l’art. 11 palesemente violato e tutti a sostituire il termine “guerra” con il termine “pace”.

  3. Riki, sul fatto che sia la prima volta che condividi qualcosa che scrivo, beh lo vedi che c’è speranza per tutti? A forza di leggermi, ti sei finalmente messo sulla strada giusta. 🙂

  4. Leonardo

    Non c’è assolutamente bisogno di cambiare l’art. 11 Cost. per consentire all’Italia di partecipare a operazioni belliche decise dall’ONU.

    L’interpretazione della norma dalla Guerra di Corea fino a quella del Golfo “milita” in tal senso.

    Dei legittimi dubbi sussistono per le operazioni militari decise dalla NATO che non siano difensive, del nostro territorio o del territorio di nostri alleati ( la guerra difensiva si estende per il vincolo di mutua solidarietà ai nostri alleati )

    Se poi per motivi politici o di immagine non si vuole usare la parola guerra…ricordo che Andreotti coniò l’espressione “operazione di polizia internazionale” nel 1991 e quantomeno
    tale espressione era più sensata di missione di pace.

    Il termine “missione di pace” è ovviamente del tutto retorico, pure Hitler riteneva di pacificare il Governatorato di Cracovia, dopo averlo debellato.

  5. riki

    Non ci fare l´abitudine pero´, quando non saro´ d´accordo con te lo scrivero´….ma in maniera garbata e non polemica, come sempre d´altronde 🙂

  6. liuk

    essendo spesso collegato su radio 2, soprattutto a lavoro, ho avuto la possibilità di seguire tutta l’informazione della giornata di ieri. e ho potuto verificare tutta la miseria del giornalismo “ufficiale” italiano. l’unica trasmissione gestita da una cosiddetta giornalista, barbara palombelli ha fatto per 28 minuti (il titolo della trasmissione) solo retorica imbarazzante, con ospite quasi unico l’on Lupi del pdl che era stato da poco in afganistan e che ha parlato di quanto ci ama la popolazione civile e quanto buoni sono i soldati che stanno lì per fare solidarietà e aprire ospedali. e poi finalmente le afgane sono libere di vivere come le occidentali. stesse cose dette dall’inviata del tg1 in collegamento telefonico. poi sono iniziate le trasmissioni di intrattenimento, che non se la sono sentita di fare intrattenimento e hanno voluto umilmente parlare di afganistan. e là è iniziata la vera informazione, con interviste a lucio caracciolo, al direttore di lettera 22, al generale mini, a gino strada, a rappresentanti delle ong sul posto, con telefonat spontanee di soldati che lì erano stati. e per la prima volta si è approfondita la questione ed evidenziate le contraddizioni, compreso il fatto che il parlamento afgano sta votando leggi che definire misogine è un eufemismo, altro che libertà alle donne. è mai possibile che a fare informazione vera siano i non giornalisti, trasmissioni come “gli spostati” o “il ruggito del coniglio” (non cito “caterpillar” perchè la fa sempre, meritoriamente) la cui ragione sociale è intrattenere e farmi divertire? e le trasmissioni di approfondimento giornalistico facciano solo propaganda e retorica strappalacrime? c’ha proprio ragione beppe grillo…

  7. Laguerra è guerra anche se si veste da damigella armata di pistola nella giarrettiera.
    La verità è che qua la bella figura la fanno sulla pelle delle pedine che per lavoro fanno tutto questo e di più.
    Italiani banderuola come al solito in cerca di salvare capra e cavoli, solo che le capre sono loro e i cavoli sono i nostri.
    Un abbraccio.

  8. Ohi Liuk, ma lo sai che l’ascolto quasi h24 di Radio Due ci unisce nella lotta? 🙂 Grazie allo streaming, da toronto posso sentire diverse radio italiane, ma quella che preferisco è Radio Due. Conosco bene tutte le trasmissioni che citi, anche se la Palombelli a me fa solo rabbia, per cui cerco sempre di ascoltare Subasio quando c’è lei. E’ purtroppo vero, in Italia l’informazione arriva in modo indiretto da trasmissioni d’intrattenimento. Che il Parlamento afgano stia approvando leggi misogine non v’è dubbio, ma lì subentra la cultura del posto, che è profondamente misogina. Non è che possiamo trattarli da buoni selvaggi e insegnare loro la parità; gliela possiamo solo suggerire, poi però al Parlamento votano gli afgani eletti dagli afgani. Dopotutto anche in Italia abbiamo leggi discriminatorie misogine e l’inesistenza di fatto della parità dei diritti tra donne, uomini, GLBT. Ma non è che il resto dell’Occidente ci obbliga a votare come in Canada; al massimo la UE ci suggerisce di rispettare le linee guida del Parlamento Europeo, e tant’è.

  9. Leo, non c’è bisogno perché abbiamo deciso che la guerra la facciamo lo stesso se è sotto bandiera ONU, e infatti tu citi un precedente, non un’interpretazione della lettera dell’art.11, che non dice da nessuna parte “eccezion fatta per le missioni di polizia internazionale sotto bandiera ONU”.

    A me piacerebbe invece un po’ di chiarezza. Come quella dell’art.29, che parla di “CONIUGI” e non di “UOMO e DONNA”, tanto per dire.

  10. Momi

    “Per cui per me l’art. 11 è da riformare in modo intelligente, aprendo la possibilità per il nostro esercito di partecipare a missioni di guerra sotto bandiera ONU, per fare un esempio”.
    Anelli, non c’è bisogno di riformare niente. L’articolo 11 è già così come lo auspichi tu. L’articolo 11 non dice “L’Italia ripudia la guerra”; l’articolo 11 dice “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”. Cioè, esattamente quello che dici tu.

  11. Momi, conosco bene il dettato dell’articolo 11. Saprai che c’è molta discussione sul reale significato dell’articolo, proprio perché nella seconda parte non dice ESPRESSAMENTE che l’Italia NON ripudia la guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali. Anzi, dice il contrario. La seconda parte dell’11 dovrebbe essere riformulata in modo meno ambiguo, per me.

  12. Per me questa guerra è ingiusta dal principio: perchè ci sono molti dubbi (c’è un’ampia filmografia, video su youtube e articolo sparsi su internet) relativi al fatto che l’attacco sia stato organizzato ed eseguito SOLO dai talebani. Per me è stato solo un vergognoso pretesto organizzato per iniziare una nuova guerra, con i suoi risvolti politici ed economici. Una guerra ingiusta appunto.
    Riguardo l’art. 11 concordo col fatto che sia ambiguo. Così come concordo che la violenza è l’unica risposta a certe forme di violenza.

  13. liuk

    anch’io di solito evito come la peste la palombelli in radio, ma a volte ho il perverso desiderio di ascoltarla per alimentare il mio disprezzo verso lei e ciò che rappresenta… il discorso sulla misoginia delle leggi afgane era solo per contestare la retorica secondo la quale siamo là per garantire la libertà delle donne locali. c’era stato chi aveva imposto con la forza la parità alle donne afgane, la buona vecchia URSS e l’altro giorno sentendo “gli spostati” ho scoperto, ma era più che ovvio trattandosi di comunisti, che tutto nacque perchè andarono a fare la riforma agraria… a proposito di riforma agraria consiglio la lettura di “fascio e martello. viaggio nelle città del duce” di Antonio Pennacchi, un tantino revisionista, ma in una luce assai originale, che lega in qualche modo lo sbarco americano in sicilia e l’organizzazione dello stesso da parte della mafia, oltre alle ovvie disastrose vicende belliche, anche alla riforma agraria e allo smantellamento del latifondo iniziato dal fascismo in sicilia nel 1939.

  14. giovanni

    io ancora mi stupisco di chi non capisce che la Lega è un partito basato su razzismo e populismo, per cui è perfettamente normale che sapendo che la stragrande maggioranza degli italiani è contraria alla guerra parlino di ritiro. Ma da che mondo è mondo il populista a parole dà ragione al popolo nei fatti si comporta spesso e volentieri all’opposto, e infatti finora hanno sempre votato i rifinanziamenti delle missioni, e questa è l’unica cosa che conta. L’ultima volta che la Lega si è opposta alla guerra fu 10 anni fa col Kosovo, ma anche lì perchè governava D’Alema….ci fosse stato Berlusconi al governo avrebbero inneggiato allo sterminio dei serbi.

  15. Non concordo. In Afghanista si combatte contro l’islam integralista che si serve dei talebani. La lotta contro l’integralismo religioso – islamico o non islamico – è una lotta alla quale non possiamo rinunciare, a meno di non essere disposti a convertirci allo stesso integralismo religioso altrui.

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