Movimento LGBT: cosa fare, subito!

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anellidifum0:

Dario se n’è uscito dicendo cose che penso anche io da molti, molti anni. La cosa buffa è che le dice proprio in queste settimane che abbiamo avuto un contrasto di un certo rilievo. Meglio così: concordia in discordia, concordia ex animo.

Originally posted on Elfobruno:

un momento del Roma Pride 2013

«Ok Dario, la critica l’hai fatta e l’analisi pure. Ma la sintesi qual è?»

Questa la domanda che mi ha fatto un amico, dopo il mio post di ieri sulle prospettive che ci attendono con Renzi e i suoi al governo. Proverò a rispondere a quella domanda, procedendo per punti su cosa andrebbe fatto secondo me.

1. Unità del movimento

So che sembra un mantra che dovrebbe prenderci per sfinimento, ma è il punto imprescindibile di partenza. Il movimento LGBT italiano vive due mali. Uno è quello dello scollamento con la comunità, l’altro è la sua parcellizzazione interna. Tanto per capirci, abbiamo qualcosa come cinque o sei associazioni nazionali (quando ne basterebbe una soltanto). Accanto a queste, e spesso in polemica con esse, una miriade di associazioni territoriali.

Premetto che sono convinto che la presenza di molte realtà sia una manifestazione di fermento e…

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10 pensieri su “Movimento LGBT: cosa fare, subito!

  1. Sì, sono io che trovo abominevole ciò che hai scritto e che pensi riguardo alla sperimentazione animale. In particolare l’equivalenza fra la vita di un animale e quella di un uomo: io sono fiero del mio antropocentrismo e non direi mai che la vita di un essere umano ha lo stesso peso della vita di un animale. E’ un orrore etico, che condividi coi nazisti, che infatti ritenevano i cani molto più importanti degli ebrei.

  2. peccato che la questione non fosse proprio in questi termini. Ma se mi paragoni a un nazista per le mie idee, non posso farti cambiare idea.

  3. Beh se la questione non è in questi termini e dunque se tu non hai mai chiesto ai tuoi lettori, con fare retorico, se sacrificherebbero la vita del loro cane per salvare quella di certi esseri umani, allora il problema fra noi due non esiste. Se invece ti ritrovi in quanto ho appena ricordato, il problema c’è eccome.

  4. io parlavo del mio gatto per uno sconosciuto in base a un discorso precedente, sostenendo che non credo che ce l’avrei fatta a sacrificarlo. Poi è arrivato qualcuno a imporre il suo ego, ma va bene uguale.

  5. Zero ego, qui. Al punto che mi sono sottratto per sempre dalla tua pagina Facebook. Meno apparire di così, non saprei. E, nel contenuto, quello che hai appunto ripetuto qui è, a mio modo di vedere, da levare il fiato. Solo chi manca completamente di empatia nei confronti della vita umana (di uno sconosciuto, in generale) può avere dubbi fra il sacrificare il proprio gatto o un essere umano. Davvero, Dario, mi vergogno per te, visto che tu trovi tutto ciò splendidamente normale e accettabile.

  6. io invece penso che sia molto umano pensare di non riuscire a fare una cosa del genere, proprio perché si parla di sentimenti provati da umani in relazione a un bagaglio di esperienze nate sull’interazione con un soggetto che ti trasmette affetto. Poi stiamo parlando a livello teorico, per fortuna nessuno di noi sarà mai messo nelle condizioni di dover scegliere. Però ti faccio notare che se dovessimo usare l’empatia verso l’umanità come faro, allora dovremmo far abolire la 194. E lì non si va tanto sul teorico.

  7. Vedo che la butti in caciara, ma ti voglio seguire ugualmente per amore di polemica. “Se dovessimo seguire l’empatia verso l’umanità come faro”: sì, senza dubbio, sempre e comunque. Punto.

    Nel caso della 194, l’empatia è verso l’umanità della donna incinta che ha preso la personalissima (e si suppone sofferta) decisione di abortire il feto che si porta in pancia. Feto che, filosoficamente parlando, entro i tre mesi dal concepimento è un po’ meno consapevole della sua umanità rispetto alla donna che lo custodisce. Proprio come il tuo gatto è una forma di “umanità” meno consapevole di quella di qualunque essere umano. E bada che ho voluto appositamente promuovere la vita animale del tuo gatto a uno stadio più alto, di vita umana, tenendo in conto la quantità di affetto che spesso le persone che posseggono animali domestici riversano su quest’ultimi. Che poi non dovrai materialmente operare la scelta fra il tuo gatto o la vita di un uomo o di una donna sconosciuta è, come dire, addirittura banale come considerazione, per fortuna. Ma qui si parla di valori filosofici, non è che per discuterne occorre che le cose accadano. Stiamo discutendo di princìpi molto profondi.

  8. nessuna caciara, ti volevo solo far osservare come il valore della vita umana sia esso stesso relativo. Per qualcuno io e te siamo assimilabili al nazismo proprio per il nostro favore alla 194.

    Comunque, continui a confondere due piani, ovvero quello di una considerazione personale su un fatto specifico, da cui scaturì la mia riflessione, e un principio universale che non ho mai proferito (gli animali sono più importanti degli esseri umani).

    Per altro, ti faccio notare che questo tipo di scelte le operiamo ogni giorno a livello fattivo: quanti hanno portato dal veterinario un animale sofferente e quanti hanno preso un clochard per strada e lo hanno affidato, a spese proprie, alle cure di un medico?

    Ancora: giusta l’empatia verso la donna che decide di abortire, ma il principio di umanità dovrebbe includere anche i soggetti che amano i loro animali da compagnia, fermo restando che una vita umana ha un investimento etico più alto rispetto a quello di un animale. Ma come dici tu, questo è banale e ritorniamo al discorso di cui sopra.

    Più praticamente è come ti ho già detto: noi esseri umani siamo portati, per nostra natura, a curarci di ciò che amiamo. E ti dirò di più: sono talmente “nazista” che nella notte di Natale di qualche anno fa convincemmo il nostro veterinario a operare un gatto investito trovato per strada. Eravamo io e mia sorella, allora. Nel 2010, qui a Roma, chiamai un’ambulanza e assistetti un barbone che perdeva sangue a Termini.

    Perché i principi universali ok, fighi e te li raccomando. Poi l’umanità, l’empatia e tutto il resto sono un’altra cosa. E ognuno fa i conti con la propria coscienza.

  9. Bene, prendo atto che non credi che le vite degli animali sono in generale più importanti delle vite umane. Ce n’è abbastanza per riaprire il contatto FB, per me.

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