Le grandi intuizioni di D’Alema

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Quello intelligente del PD.

Quando si vuole mettere in ridicolo un uomo politico, si prende una sua dichiarazione vecchia di due, cinque o dieci anni, in cui diceva l’esatto contrario di ciò che dice oggi, e la si ricorda. Operazione non sempre onesta: cambiare idea negli anni non è mica un delitto. Anzi, alle volte è giusto. Per esempio, quando il 20 dicembre 2009 (ben 23 giorni fa, dunque) Massimo D’Alema dichiarava stentoreo:

“Noi comunisti siamo sempre stati alieni da un certo radicalismo azionista, non propenso al compromesso e all’accordo con l’avversario politico”.

Intendeva proprio dire che la miglior candidata a governatrice del Lazio per il PD fosse Emma Bonino, notoriamente del tutto aliena da un certo radicalismo azionista.

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8 pensieri su “Le grandi intuizioni di D’Alema

  1. orodeglistupidi

    Non so perché, ma mi fa venire il mal di pancia soprattutto che D’Alema si dichiari comunista.
    Lui sì che è un comunista *di merda*, di quelli che citava Federico :o)

  2. beh, ma mica puoi contestare che i comunisti (ma pure il Pd o D’Alema) siano alieni a Emma Bonino… sono effettivamente due mondi distanti, poi vabbé ‘sta volta è andata così…

  3. No Suib, a me diverte che ha fatto questa perla di dichiarazione 23 giorni prima che il suo partito incensasse Emma Bonino come una fuoriclasse, l’unica speranza del PD di non perdere il Lazio. Il tempismo, in politica, non sarà tutto ma quasi.

  4. volpi

    hai letto dell’attacco di Ferrara contro la Bonino? La parte avversa userà sicuramente il termine abortista (soprattutto davanti ad alcune platee) e quando si chiederà loro se vogliono vietare l’aborto risponderanno che vogliono esclusivamente una distribuzione ospedaliera della ru-486.

  5. sì ma io credo che in realtà accettare la Bonino stia all’interno di quel che dice D’Alema, cioè nell’elogio del compromeso, nel rifiuto delle battaglie di principio… è indiscutibile che lui non la volesse, l’ha pragmaticamente accettata come male minore…

  6. Volpi, magari usassero l’aggettivo “abortista”. Come sappiamo dal voto referendario e dai sondaggi più recenti, c’è una schiacciante maggioranza anche nell’elettorato cattolico in favore della legge sull’aborto. Del resto Ferrara presentandosi alle elezioni con una lista anti-aborto ha ottenuto percentuali da prefisso telefonico.

  7. Suib, ovvio. Rimane la bellezza dell’idiozia della dichiarazione di D’Alema, per il compromesso ma mirata contro “un certo radicalismo azionista”, alla luce della realtà.

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